Archive for the ‘SnowMustGoOn’ Category

Sleddog with/con Fabrizio Lovati (3 Comments)

Finalmente Alaska!

L’ultima frontiera, la chiamano. E hanno ragione. Selvaggia, tremendamente grande, stupenda, magica Alaska.

Ospite di Fabrizio Lovati, mio amico Musher di Courmayeur, ho avuto la fortuna di partecipare agli allenamenti dei suoi splendidi cani da slitta. Nel video quello che gli addetti ai lavori chiamano “to run the dogs”.

Purtroppo la mancanza di neve, che non mi ha tra l’altro permesso di fare snowboard in Alaska, a dicembre (!!!!!), ha costretto Fabrizio e il suo team ad allenarsi in montagna, ed anche li con quad o motoslitte, perchè con la slitta da sleddog sarebbe troppo pericoloso. Incredibile ma vero.

The Snow Must Go On anyway…

L’allenamento prosegue, il primo marzo parte l’Iditarod Race, l’ultima vera gara, e Fabrizio sarà tra i partenti anche quest’anno.
E’ appena arrivato terzo alla Tustumena, questo è il link:

Forza Fabrizio!


It’s known as the last frontier. They’re right. It’s wild, unforgiving, damn huge, beautiful, magic.

I was hosted by Fabrizio Lovati, a friend of mine from Courmayeur, that’s been mushing since the 80’s. He took me in the woods with his dogs as promised. That’s what you can see on the video, a training, that is in their lingo, running the dogs.

Unfortunately, since there was lack of snow, and by the way, I couldn’t snowboard in december in Alaska (!!!!), they had to go up on a mountain pass, and ride with quads or snow machines, as the sledge would’ve been too dangerous.

The training continues though and just recently Fabrizio finished the Tustumena on the third place, here is the link:

Forza Fabrizio, the Iditarod will start on march first, rock on, mush on!

Greyhound: parcels before humans/pacchi prima umani poi (5 Comments)

Greyhound has a kind of romantic aura, it sort of comes along with travel on the north american wide open spaces. Isn’t it?
It’s part of the set of customs and labels that makes the so called “americana”.
My experience on the buses with the grey lean dog on the side, is far from romantic though.
This time I won’t consider an incident the drunk guy that was punched on the nose, and was bleeding all over the back of the bus, on Christmas day, on a ride from Banff to Vancouver in Canada.
And I won’t consider normal waiting to board the bus in Banff, outside, with -10°C, while the poor driver delivers parcels.
Neither I will oversee the tens of stops along the way. The buses where often overcrowded, dirty and noisy. The wipe washers are particularly annoying if you seat next to the driver. I don’t know how he can stand them. They hiss and bang, and make a hell of a noise.
Once it stops for lunch or dinner breaks, it’s always too rushed and you have to gobble the junk food, the only food available at truck stops or greyhound stations.
And there is NO express service from city A to city B. None, nada, you wanna have a night sleep from Seattle to Sacramento? Forget it. The bus will stop in every major city even in the middle of the night. In Canada they profit of an absolute monopoly. There are no passenger trains anymore, so the bus is the only option if you can’t afford to fly. And they do what they want.
It’s not cheap either.
If you travel to North America, or Australia, or South Africa, or wherever else Greyhound operates, consider saving some more money and fly or rent a car.
There no romance in riding the greyhound.
It’s just crap.


I bus della Greyhound hanno un’aura di romanticismo, legata ai viaggi nei grandi spazi nord americani. Li usa chi ha sete di scoprire com’è fatto il globo, a diretto contatto con esso, cercando di evitare l’asettica vista dall’alto.
Fa parte dell’insieme di usi e costumi che classifichiamo come “americana”.
La mia esperienza sui bus col levriero grigio sui fianchi, è molto lontana dal romanticismo.
Questa volta non posso fare finta di niente. Il giorno di Natale ero sul bus da Banff a Vancouver. Sedici ore di viaggio per un tratto che normalmente si copre in 6 ore, anche in inverno. All’atto di salire sul bus, siamo rimasti almeno 10 minuti al freddo, -10°C, perchè il povero autista doveva consegnare i pacchi, che sono il vero business della Greyhound. Una volta in viaggio, scopro che un ubriaco sanguina copiosamente dal naso, qualcuno deve avergli dato un pugno, visto il bordello che stava facendo con dei bambini in fondo al bus. Scende e sparisce a Revelstoke, lasciando il bagaglio.
Dev’essere stato il bullo gangsta rap di Calgary, che andava in giro per il bus rompendo i coglioni a tutti.
I bus sono di norma affollati sporchi e rumorosi. I tergicristalli sembrano andare a gas ed emettono un sibilo degno di una pentola a vapore.
Le soste per mangiare sono sempre troppo brevi, si ha appena il tempo di ingozzarsi col cibo schifoso delle stazioni di servizio o delle stazioni Greyhound.
Non esiste un servizio espresso da una città all’altra. Niente, nada. Il bus si ferma decine di volte, in ogni cittadina. Devi andare da Seattle a Sacramento e vuoi dormire la notte? Scordatelo.
In Canada in particolare, ma anche in Sud Africa, beneficiano di un monopolio assoluto. Non esistono infatti alternative al volare, visto che i treni passeggeri non esistono in queste nazioni. Sono stati trasformati in treni turistici molto costosi.
Di conseguenza, Greyhound fa quello che vuole.
Non crediate che sia economico. Costa meno volare, quasi sempre.
Se viaggiate in Nord America, Sud Africa o Australia o in qualsiasi altra nazione dove opera Greyhound, mettete da parte un pò più di soldi e affittate un’auto o volate.
Non c’è romanticismo di sorta nel viaggiare con Greyhound.
E’ solo una schifezza di servizio.

Allenamenti/training con/with Fabrizio Lovati in Alaska (1 Comment)
Sled dog blue eyes
Lovati name plate

English text below.

Un assaggio della mia esperienza recente, ospite del kennel di Fabrizio Lovati, mio amico Musher di Courmayeur. Nel video gli allenamenti, col quad purtroppo, per mancanza di neve. Ci trovavamo a Hatcher’s Pass, un passo montano a un’ora di macchina da Willow che è la normale sede del kennel. Fabrizio e il suo team, composto dai suoi portentosi e stupendi cani, e da Jamie e Jason, sono soliti uscire direttamente dal kennel con la slitta, ma quest’anno non c’è abbastanza neve. E’ ormai una realtà, non nevica più come una volta nemmeno in Alaska!

Buona fortuna a Fabrizio e il suo team per l’Iditarod 2008!


A brief taste of my experience in Alaska hosted by my friend Fabrizio Lovati at his kennel in Willow. He’s training for the 2008 Iditarod Race. Unfortunately, there is lack of snow again. Fabrizio and his team usually run dogs directly from the Willow (the musher’s capital of the World) kennel, but this year they had to go running dog up on Hatcher’s pass, one hour drive toward Talkeetna. And even up there, not enough snow to run dogs with the sled. They were forced to use snow mobiles and quads, as you can see on my video. It is a fact, it doesn’t snow as well as it used to, not even in Alaska!

Good luck to Fabrizio and his team for the 2008 Iditarod!

Rad Moves Snowboard Club, L’Aquila, Italy (No Comments)

English text below.

Roberto dei Rad Moves mi ha mandato un video sul mio Myspace, su un’uscita a Montecristo, massiccio del Gran Sasso, a metà novembre. M’è venuto il groppo in gola. A Campo Imperatore, l’impianto più famoso del centro Italia, ho mosso i primi impacciatissimi passi sullo snowboard. Ero vestito in maniera oscena: moncler, tuta da sci con sopra pantaloni workwear Carhartt, guantoni di Mickey Mouse souvenir di Disneyland, cappellone ricamato dall’enorme Mamma Lisa e mascherina da sci di mio Padre. Era fine 1995. Molta neve è caduta da quel giorno, molte piste discese con gli amici o la musica come compagnia. The Snow Must Go On, the Rad Moves Club must go on either!

Roberto dei Rad Moves sent me this video on my Myspace. It’s a snowboard day in mid november this year. Montecristo il the location, Gran Sasso massif in central Italy. On this very mountain, I started snowboarding in 1995. I was dressed like a clown, Mickey Mouse gloves, Carhartt workwear pants and a fashionable french down jacket…tons of snow fell since then, countless riding days spent with friends or music in my ears. The Snow Must Go On, the Rad Moves Club must go on either!

Manca neve/Lack of snow in Lake Tahoe, California, USA. (5 Comments)

This is the reply I received to my e-mail, requesting some help and assistance in covering Lake Tahoe:

“Ciao Andrea,
Unfortunately I am going to have to pass on hosting you for your Global Warming story. If you are traveling any other time and would like to visit Heavenly with other story options please contact me.
Thanks and goodluck,”

The pictures above are a collection of webcam shots, taken at the same time today, from various resorts all around Lake Tahoe. The situation is far from normal…it reminds me about last year on the Alps.

Questa è la risposta che ho ricevuto alla mia mail di richiesta assistenza nel documentare Lake Tahoe:

“Ciao Andrea,
Sfortunatamente non possiamo ospitarti per la tua storia sul riscaldamento globale. Se tornerai in futuro e vorrai visitare Heavenly per un altro tipo di reportage, per favore contattami.
Grazie e buona fortuna.”

Le foto sopra sono una collezione di foto di webcams prese alla stessa ora di oggi, in vari comprensori sciistici intorno a Lake Tahoe. La situazione è abbastanza seria…mi ricorda l’anno scorso sulle Alpi.


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